Un posto dove esserci, per tutti coloro che si occupano di comunicazione aziendale, era la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano in questi giorni, dal 4 al 6 febbraio: erano i giorni della selezione italiana del WIF ma soprattutto di DUE.1: un festival fatto di convegni, workshops, barcamps per approfondire i significati e le implicazioni del digitale nella nostra vita quotidiana e nelle nostre aziende. E infatti D.U.E. sta per Digital User Experience, ma sta anche per il numero 2, il numero minimo della comunicazione. Bisogna essere almeno in due per comunicare, e per mettere in relazione questi due poli serve una relazione, un’interfaccia, un momento o strumento di socializzazione. Il risultato è la conversazione, la condivisione, il contenuto generato dagli utenti, il sovvertimento dei concetti gerarchici in cui il mondo del business è cresciuto per decenni (per secoli?) fino all’altro ieri.

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E’ stato il video musicale più visto su YouTube nel luglio 2009, rimane uno dei video più cliccati in assoluto, ne hanno parlato praticamente tutti i principali mass media stampati e audiovisivi del mondo, è diventato un caso di studio nelle business schools, e il protagonista di questa storia ha tenuto relazioni in convegni di manager, di consumatori, di legislatori americani.

L’artefice di tutto ciò si chiama Dave Carroll, leader di una band canadese country chiamata Sons of Maxwell, e la storia è di quelle che più comuni non si può: la storia cioè di un consumatore maltrattato dal servizio clienti di una grande azienda. Il 31 marzo 2008 Dave e i suoi musicisti si imbarcano all’aeroporto di Halifax su un volo United Airlines diretti a Omaha, Nebraska, per un tour di una settimana. Durante lo scalo a Chicago, sono testimoni oculari della brutalità con cui gli addetti “movimentano” i loro strumenti, imbarcati nella stiva dell’aereo. Carroll protesta con un assistente di volo, che lo indirizza al personale di terra, che a sua volta si dissolve nel nulla al grido di “non sono la persona competente per queste cose”. All’arrivo a Omaha, la sua chitarra da 3.500 dollari risulta danneggiata e inservibile.

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Mattia Rossi

Cimino: osare, non frignare


Servono ancora drastici cambiamenti manageriali per puntare sulla ripresa delle aziende:

Manager commerciali, meno recriminazioni e piu` coraggio

Questa crisi ha visto misure che hanno pesantemente colpito l’occupazione, con molti licenziamenti sia a livello di forza lavoro che, anche se in misura proporzionalmente inferiore, di management.

Circa 5000 dirigenti hanno perso il posto di lavoro in Lombardia e circa 8000 in Italia.

Senza entrare nel merito delle scelte di ogni singola azienda, che andrebbero comunque valutate nella loro complessità, Michele Cimino, Presidente di ADICO, l’Associazione che riunisce i Direttori Commerciali, Marketing e Vendite italiani, intervistato dai blogger di www.bemarketer.it, auspica una pesante autocritica della categoria che deve produrre un forte impegno per il 2010 per evitare nuovi tagli

Leggi tutta l’intervista e partecipa al dibattito
on-line cliccando www.bemarketer.it

ADICOFORUM: una giornata  di formazione gratuita che ADICO dedica ai Soci, ai potenziali Soci e  a tutti coloro che si occupano di Marketing, di Vendite e di Comunicazione per iniziare a discutere insieme le prospettive  2010 dopo il difficile 2009 che sta volgendo alla fine.

Il  programma della giornata rispecchia la Mission ADICO: formazione, informazione e relazioni commerciali e cioè networking: elementi indispensabili per il management oggi.

Un grosso sforzo organizzativo per la nostra Associazione che in pochissimo tempo ha realizzato l’evento.

Un ringraziamento a tutti i relatori , alle Aziende Sponsor e ai manager che sono arrivati in finale all’Undicesima Edizione PREMIO ADICO.

Desidero rilanciare il messaggio postato sul blog precedentemente:  “quanti saranno i manager licenziati nel 2009?”
vorrei avviare una nuova discussione  “quali caratteristiche deve avere il manager per essere soggetto attivo della ripresa econmica? ”

Due anticipazioni:

  • dobbiamo assolutamente dividere le attività in funzione dell’Azienda:
    siamo una comunità di PMI ma continuiamo a ragionare come se fossimo un paese di multinazionali ( il 95% delle aziende italiane ha meno di 50 dipendenti ).
  • siamo troppi attaccati all’etichetta di  ” direttore commerciale, direttore vendite, direttore della comunicazione ” dobbiamo definire il ruolo del ” Direttore Clienti ” che deve essere colui che si occupa di far aumentare i ricavi dell’azienda . Per ridurre i costi siamo tutti bravi ma  non è la direzione giusta per il futuro.

Questi temi verranno discussi durante il TOP MANAGEMENT FORUM

Vi aspetto lunedi’ 23 novembre ad ADICO FORUM

Michele Cimino

Mattia Rossi

Conoscere il coaching

Possiamo dividere i libri in due categorie: quelli che si leggono e quelli che si usano. Questi ultimi, a loro volta, si possono usare per pareggiare le gambe di una sedia rotta o arredare il salotto, oppure come accompagnamento e supporto nel proprio lavoro (o nel proprio hobby, eventualmente). Ecco, Diventare coach di Luisa Adani e Marina Fabiano è un libro che si usa, e non per pareggiare le sedie.

Già in copertina ci sono indizi incoraggianti: dal titolo risulta assente la parola “Come”, e il sottotitolo non garantisce il numero esatto di passi da compiere per realizzare il predetto “come”. In altre parole: il libro non si intitola “Come diventare coach in 5 tappe”, ma si limita a preannunciare una indefinita serie di non meglio identificate “pratiche e strumenti” da utilizzare “passo dopo passo”. Nessuna formula magica, nessuna promessa di un successo certo e facile: solo la traccia di un cammino in continuo divenire. Come è, appunto, il coaching. E poi c’è quel verbo: diventare. Non c’è scritto “imparare il coaching”, ma “diventare coach”: non si tratta di apprendere un mestiere, ma innanzitutto di trasformarsi come persona che si pone verso altre persone. Quando apri il volume, poi, scopri che il libro non comincia dall’inizio, ma… Continue Reading »

In Inghilterra gli investimenti pubblicitari online nei primi sei mesi del 2009 hanno superato quelli televisivi, registrando un tasso di crescita del 4,6% (1,75 miliardi di sterline, pari al 23,5% del mercato), contro quelli televisivi, diminuiti del 17% (1,64 miliardi di sterline, pari al 21,9%).
Nonostante gli ultimi dati italiani dimostrino come la televisione in Italia sia ancora il mezzo più sfruttato per fare pubblicità, a mio avviso nei prossimi anni anche nel nostro paese si registrerà un’inversione di tendenza a favore dell’online (che sta prendendo sempre più piede).
Voi cosa ne pensate? Saremo come al solito gli ultimi ad ammodernarci oppure sapremo cavalcare l’onda del mobile web e capiremo quanto sia importante raggiungere il consumatore ovunque si trovi, nel momento stesso in cui si connette?

Quanti manager saranno licenziati nei prossimi sei mesi? Con questa domanda a gennaio si è aperto il blog Adico.
In questi mesi mi è accaduto di incontrare professionisti che si occupano di executive search ed ho appreso che tra le figure più a rischio ci sono coloro che si occupano di marketing.
Già, perché oggi l’imperativo è solo questo: vendere!
Ma come? Possibile? Proprio coloro che in teoria possiedono maggiori strumenti per gestire al meglio la propria carriera hanno maggiori difficoltà?
Così è nata l’idea di Neverfired!
Cos’è Neverfired? In primo luogo un ebook realizzato in collaborazione con Nel segno dell’8 . Un ebook che si sfoglia online, da leggere, da guardare, ma anche da ascoltare con risorse, spunti per la lettura e la navigazione.
Neverfired è una sorta di manuale di sopravvivenza per manager che nasce dall’applicazione delle teorie del marketing alla gestione della carriera.
Roba per manager egoisti? Non credo! Credo piuttosto che questo manuale possa avere benefici anche per l’azienda. In fondo, come dice Tom Peters ciascuno di noi è una piccola azienda anche quando opera in un’azienda più grande.
Ma non è finita qui. Dall’ebook è poi nata l’idea di un corso che si terrà il 20 ottobre e in cui ho invitato anche un professionista che proviene dal settore HR e che ci parlerà delle tendenze del mercato del lavoro nel settore Marketing & sales.
E per chi non vuole “comprare a scatola chiusa” il 14 ottobre ci sarà un assaggio online, quello che noi di Formyou chiamiamo Spuntino formativo. ;)

Mirna Pacchetti

La rivalutazione del Marketing B2B

Sin dai banchi universitari si fa un gran parlare del marketing rivolto al consumatore finale (B2C), lo si frammenta, sminuzza, per vagliare ogni suo singolo aspetto remoto; tanto che tutti finiscono gli studi avendo una conoscenza teorica approfondita delle dinamiche B2C. Ma nessuno approfondisce mai le dinamiche legate al Business to business, liquidate da quasi tutti i docenti in appendici marginali di un discorso ben più grande, senza considerare che tale ambito impiega invece molti professionisti, che spesso si trovano a fare i conti con budget piccoli e risorse limitate.
Così i grandi sogni di gestire campagne con effeti speciali svaniscono e rimane la frustrazione di dover pianificare attività marketing per un intero anno con budget che nel B2C vengono spesi per una banale e piccola promozione.
Ritengo che il marketing B2B comporti sfide diverse, ma non per questo meno interessanti, perchè infondo è divertente avere un budget di 20.000 euro e sapere che devono bastare a: rifare un sito, fare campagne on e off line atte ad aumentare le vendite e (perchè no?) magari anche rifare la brochure, che è ormai obsoleta. E la cosa più divertente non è riuscire a fare tutto con un piccolo budget, ma vedere che i risultati arrivano… con un ROI positivo.
In un pease come l’Italia, dove la quasi totalità del mercato è fatta da piccole imprese - buona parte delle quali lavorano nel B2B, è a mio avviso importante che il marketing legato a questa tipologia di mercato venga insegnato meglio ed in modo più approfondito.

Voi cosa ne pensate? Sono l’unica a percepire questo buco formativo nell’istruzione attuale?

Mirna Pacchetti

L’utilità di un sito internet

Implementare un sito web, ovvero realizzarlo e pubblicarlo in internet, può determinare per l’azienda degli effetti vicini allo zero, se l’obiettivo è quello di ricevere dal web contatti spontanei di potenziali clienti.

La presenza di milioni di risultati a fronte di qualsiasi ricerca fatta nei motori di ricerca e la semplice considerazione che la maggior parte degli internauti fa capire quanto sia complesso e costante il lavoro che deve essere realizzato in un sito internet per farlo apparire ai primi posti nei risultati dei motori di ricerca (in particolare Google).

Scrivere il nome della propria azienda in un motore di ricerca ed apparire ai primi posti non significa aver fatto una corretta indicizzazione del sito, ma semplicemente avere un sito che dà evidenza agli spider del motore di ricerca che in quelle pagine si parla di quell’azienda. Ma a meno che non vi chiamiate Coca Cola o Microsoft questo servirà a ben poco, in quanto potenzialmente solo i vostri clienti ed i vostri amici conoscono la vostra azienda e sanno che produce quel prodotto.

Online dovete essere trovati per ciò che vendete, non per il nome che avete, a meno che questo non sia talmente conosciuto da bastare ad individuare il prodotto. Quindi se vendete piloni di acciaio dovete verificare che il motore indicizzi il vostro sito per la parola chiave “piloni d’acciaio” ed altre parole a questa connesse.

Le attività da intraprendere per migliorare il posizionamento di un sito sono molteplici, ma se si vuole essere indicizzati naturalmente dal motore di ricerca bisogna intraprendere un lungo lavoro d’indicizzazione organica del sito (SEO) che può durare da circa 6 mesi ad un anno e mezzo (in base alle parole chiave prescelte) e con un investimento economico molto importante.

Per continuare la lettura clicca qui.

A volte ci piacerebbe sapere se il mercato recepirebbe una variante del nostro servizio o addirittura un nuovo servizio collegato a quelli che già eroghiamo. Siamo sempre troppo presi, però, abbiamo timore di uscire con un buco nell’acqua, quindi spesso lasciamo perdere.

Voglio raccontarvi cosa c’è successo nel mese di maggio di quest’anno. Non che capiti tutti i giorni, ma val la pena di tenerlo presente.

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