Archive for the 'Management' Category

Mattia Rossi

Cimino: osare, non frignare


Servono ancora drastici cambiamenti manageriali per puntare sulla ripresa delle aziende:

Manager commerciali, meno recriminazioni e piu` coraggio

Questa crisi ha visto misure che hanno pesantemente colpito l’occupazione, con molti licenziamenti sia a livello di forza lavoro che, anche se in misura proporzionalmente inferiore, di management.

Circa 5000 dirigenti hanno perso il posto di lavoro in Lombardia e circa 8000 in Italia.

Senza entrare nel merito delle scelte di ogni singola azienda, che andrebbero comunque valutate nella loro complessità, Michele Cimino, Presidente di ADICO, l’Associazione che riunisce i Direttori Commerciali, Marketing e Vendite italiani, intervistato dai blogger di www.bemarketer.it, auspica una pesante autocritica della categoria che deve produrre un forte impegno per il 2010 per evitare nuovi tagli

Leggi tutta l’intervista e partecipa al dibattito
on-line cliccando www.bemarketer.it

ADICOFORUM: una giornata  di formazione gratuita che ADICO dedica ai Soci, ai potenziali Soci e  a tutti coloro che si occupano di Marketing, di Vendite e di Comunicazione per iniziare a discutere insieme le prospettive  2010 dopo il difficile 2009 che sta volgendo alla fine.

Il  programma della giornata rispecchia la Mission ADICO: formazione, informazione e relazioni commerciali e cioè networking: elementi indispensabili per il management oggi.

Un grosso sforzo organizzativo per la nostra Associazione che in pochissimo tempo ha realizzato l’evento.

Un ringraziamento a tutti i relatori , alle Aziende Sponsor e ai manager che sono arrivati in finale all’Undicesima Edizione PREMIO ADICO.

Desidero rilanciare il messaggio postato sul blog precedentemente:  “quanti saranno i manager licenziati nel 2009?”
vorrei avviare una nuova discussione  “quali caratteristiche deve avere il manager per essere soggetto attivo della ripresa econmica? ”

Due anticipazioni:

  • dobbiamo assolutamente dividere le attività in funzione dell’Azienda:
    siamo una comunità di PMI ma continuiamo a ragionare come se fossimo un paese di multinazionali ( il 95% delle aziende italiane ha meno di 50 dipendenti ).
  • siamo troppi attaccati all’etichetta di  ” direttore commerciale, direttore vendite, direttore della comunicazione ” dobbiamo definire il ruolo del ” Direttore Clienti ” che deve essere colui che si occupa di far aumentare i ricavi dell’azienda . Per ridurre i costi siamo tutti bravi ma  non è la direzione giusta per il futuro.

Questi temi verranno discussi durante il TOP MANAGEMENT FORUM

Vi aspetto lunedi’ 23 novembre ad ADICO FORUM

Michele Cimino

Mattia Rossi

Conoscere il coaching

Possiamo dividere i libri in due categorie: quelli che si leggono e quelli che si usano. Questi ultimi, a loro volta, si possono usare per pareggiare le gambe di una sedia rotta o arredare il salotto, oppure come accompagnamento e supporto nel proprio lavoro (o nel proprio hobby, eventualmente). Ecco, Diventare coach di Luisa Adani e Marina Fabiano è un libro che si usa, e non per pareggiare le sedie.

Già in copertina ci sono indizi incoraggianti: dal titolo risulta assente la parola “Come”, e il sottotitolo non garantisce il numero esatto di passi da compiere per realizzare il predetto “come”. In altre parole: il libro non si intitola “Come diventare coach in 5 tappe”, ma si limita a preannunciare una indefinita serie di non meglio identificate “pratiche e strumenti” da utilizzare “passo dopo passo”. Nessuna formula magica, nessuna promessa di un successo certo e facile: solo la traccia di un cammino in continuo divenire. Come è, appunto, il coaching. E poi c’è quel verbo: diventare. Non c’è scritto “imparare il coaching”, ma “diventare coach”: non si tratta di apprendere un mestiere, ma innanzitutto di trasformarsi come persona che si pone verso altre persone. Quando apri il volume, poi, scopri che il libro non comincia dall’inizio, ma… Continue Reading »

Quanti manager saranno licenziati nei prossimi sei mesi? Con questa domanda a gennaio si è aperto il blog Adico.
In questi mesi mi è accaduto di incontrare professionisti che si occupano di executive search ed ho appreso che tra le figure più a rischio ci sono coloro che si occupano di marketing.
Già, perché oggi l’imperativo è solo questo: vendere!
Ma come? Possibile? Proprio coloro che in teoria possiedono maggiori strumenti per gestire al meglio la propria carriera hanno maggiori difficoltà?
Così è nata l’idea di Neverfired!
Cos’è Neverfired? In primo luogo un ebook realizzato in collaborazione con Nel segno dell’8 . Un ebook che si sfoglia online, da leggere, da guardare, ma anche da ascoltare con risorse, spunti per la lettura e la navigazione.
Neverfired è una sorta di manuale di sopravvivenza per manager che nasce dall’applicazione delle teorie del marketing alla gestione della carriera.
Roba per manager egoisti? Non credo! Credo piuttosto che questo manuale possa avere benefici anche per l’azienda. In fondo, come dice Tom Peters ciascuno di noi è una piccola azienda anche quando opera in un’azienda più grande.
Ma non è finita qui. Dall’ebook è poi nata l’idea di un corso che si terrà il 20 ottobre e in cui ho invitato anche un professionista che proviene dal settore HR e che ci parlerà delle tendenze del mercato del lavoro nel settore Marketing & sales.
E per chi non vuole “comprare a scatola chiusa” il 14 ottobre ci sarà un assaggio online, quello che noi di Formyou chiamiamo Spuntino formativo. ;)

Mattia Rossi

Professioni e impresa nella nuova economia

E’ uscito da qualche giorno il volume edito da Franco Angeli Le professioni per l’impresa: caratteri distintivi, fattori di successo e testimonianze, coordinato da Claudio Antonelli con la prefazione di Enrico Sassoon e contributi di riflessioni e testimonianze da parte di: Roberto Bellini, Angelo Deiana, Bruno Lodi, Giovanbattista Marini, Sergio Meacci, Carlo Notari, Walter Giorgio Scott, Gian Luigi Vecchi. E’ possibile acquistarlo in libreria oppure via web qui sia in formato cartaceo che in formato ebook.

Di questo volume si parlerà in una serie di appuntamenti, tra cui quello promosso dal Gruppo Terziario Avanzato di Confidustria Udine, fissato per martedì 22 settembre ore 16.30 a Palazzo Torriani. In calendario anche una presentazione il 25 settembre presso l’Unione del Commercio di Milano e un’altra il 17 novembre a Roma, presso il CNEL.

Ma di che cosa si tratta esattamente?

Il mondo delle professioni è importante per l’economia di oggi. Il lavoro intellettuale è un fattore competitivo e probabilmente diventerà l’elemento decisivo del prossimo futuro, sia con la professioni esterne, che con quelle interne all’impresa.

Continue Reading »

E’ questo il titolo del dibattito gratuito organizzato da ADICO in data lunedi’ 13 luglio 2009 alle ore 18:15 (per maggiori informazioni clicca qui).
ADICO, con il contributo di Giuliano Noci, Riccardo Garosci, Monica Boni e Michele Cimino, vuole mettere in evidenza i temi e i problemi che il management deve risolvere per creare un futuro alle Aziende e ai propri collaboratori.
L’obiettivo è quello di produrre un decalogo delle operazioni strategiche da segnalare al mercato, alle imprese e al management per vincere la crisi.
Ma a vostro avviso cosa può fare un manager per se stesso e per la propria azienda al fine di uscire indenne da questo periodo di recessione?

Mirna Pacchetti

Reagire in tempo di crisi

Il 17 giugno ho partecipato all’evento “La pubblicità è servita“, nel quale c’è stato un lungo ed interessante intervento di Philip Kotler che, da buon guru del marketing, ha saputo fornire spunti interessanti in questo periodo di crisi.
Tutto il suo discorso può partire da un concetto chiave, da lui espresso in tre semplici parole: don’t do nothing, non restate immobili aspettando che la crisi passi, bensì siate proattivi.

Kotler ha evidenziato come un periodo di crisi significhi non solo pericolo, ma anche opportunità e questa dicotomia è al contempo palese ed inquietante. Banalmente: se non capiamo come gestire questo momento difficile rischiamo di soccombere.
A soffrirne di più sono le aziende di successo, in quanto molto spesso tendono a cogiolarsi sui risultati ottenuti, nella convinzione di poter fare qualsiasi cosa e non considerando i problemi che si presentano, in quanto si ritengono superiori ad essi.
Ma il guru del marketing fa notare come questa “turbolenza” diventerà la nuova normalità, perchè i tempi cambiano, perchè al giorno d’oggi le innovazioni tecnologiche e dei consumi portano ad un proliferare di mezzi e occasioni di contatto con il consumatore, mai avute prima.
Il cambiamento è quindi la normalità in un mondo dinamico e le aziende che decidono di non acquisire i giusti strumenti e attivare determinati processi interni, non riusciranno a gestire questa turbolenza.

Kotler ha citato un antico proverbio cinese: in tempi di tempesta alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento.
Chi costruisce mulini a vento non solo si prepara alla tempesta, ma riesce a sfruttarne le potenzialità. E voi? avete iniziato a costruire il vostro mulino a vento?

fradefra

Imparare ad imparare

Una stele con scritture cuneiformi assire.Sembra facile, ma in realtà non lo per nulla. Come si impara? Tutti facciamo allo stesso modo? No, per niente!

La formazione ha un costo notevole, quindi è importante che ogni cosa sia fatta nel modo giusto per far rendere al massimo il tempo ed il denaro che decideremo di investire. Questo sia per noi, sia per il nostro personale che decidiamo di aiutare a crescere.

Questo non è un post col quale voglio insegnare qualcosa a qualcuno. Lo scrivo solo per evidenziare alcuni punti attorno ai quali sarebbe giusto fare qualche riflessione di tanto in tanto. Anche se ci abbiamo già ragionato in passato, meglio rifarlo ogni tanto, perché noi cambiamo, la vita cambia, cambia il contesto che ci sta attorno e soprattutto cambiano le persone che abbiamo vicine. Continue Reading »

fradefra

Cavalcare il cambiamento

Questo mondo è folle, tutto cambia, ai miei tempi era tutto diverso” - mi dice un mio conoscente, lamentandosi del fatto gli pare che nulla duri più di qualche anno.

Questo è vero, ma va compreso che in fondo la vita è proprio evoluzione, che ciò che è statico, probabilmente è morto. Non possiamo pensare di combattere la dinamicità di ciò che ci sta attorno, perché perderemmo. Sempre.

Non esiste più il lavoro di trent’anni, che si inizia da giovani e si finisce alla pensione. Forse, in fondo, non è mai esistito ed è stato solo un’illusione di qualche decennio.

Potremmo dire, persino, che nell’antichità, dove in alcune civiltà esistevano le caste e si moriva nelle stesse condizioni in cui si era nati, senza possibilità alcuna di cambiamento, molti lottarono proprio per darci questo diritto. Il diritto di cambiare.

Il diritto di cambiare, però, si porta con sé il fatto che poi il cambiamento è inevitabile. Se noi non volessimo cambiare, credendolo un nostro diritto, non possiamo impedire agli altri di farlo. Dato che la società, però, non è fatta da me, ma da noi, il cambiamento a cui tutti abbiamo diritto, porta alcuni degli altri a voler cambiare, implicando di riflesso un cambiamento per me.

Dobbiamo imparare a vivere cambiando, quindi, comprendendo che ciò è inevitabile e forse necessario. Cambieremo lavoro più volte, cambieremo spessissimo funzione, cambieremo casa, cambieremo città, cambieremo le nostre conoscenze, cambieremo idea su molte cose, cambieremo il nostro modo di vestire.

Invece che borbottare sul fatto che tutto cambia, dovremo far sì che il cambiamento non ci trovi impreparati, dovremo intravvedere le nuove opportunità date dalla nuova situazione, dovremo essere capaci di adattarci.

I dinosauri, pare, si estinsero perché incapaci di adattarsi ad un nuovo contesto. Vogliamo fare i dinosauri?

h.ogliari

La negoziazione internazionale

“E’ un venditore talmente bravo che venderebbe il ghiaccio agli eschimesi”
Questo vecchio detto sottende uno credenza ancora ampiamente diffusa nel business: che la negoziazione è uguale in tutti i paesi e basta replicare modalità vincenti “a casa propria” per avere successo.
Sottovalutare le differenze culturali è uno dei più gravi errori commessi dalle aziende nei processi di internazionalizzazione ed ha costi ingenti non solo sul piano economico. L’ho scoperto grazie a Marianna Crestani, trainer specializzata in business english, comunicazione e management interculturale, membro del Sietar Italia- Society of Intercultural Education, Training and Research.
Ecco alcuni esempi di errori comuni commessi nella negoziazione internazionale raccontati dalla dott.ssa Crestani: “si va dall’interprete italo-cinese che sceglie deliberatamente di non tradurre tutto il messaggio del negoziatore italiano per evitare di far perdere la faccia a sé, all’italiano ed al cinese. Oppure al luogo comune per cui gli americani siano estremamente abili a concludere la negoziazione con una win-win solution quando invece faticano a conseguire obiettivi personali in un ambiente estremamente amichevole che sposta il processo da apparentemente collaborativo ad effettivamente competitivo. Per non parlare del negoziatore latino abituato a far trasparire le proprie emozioni e che così facendo compromette seriamente i rapporti con giapponesi o cinesi –  culture del silenzio e della riflessione”.

“Credo che l’errore più frequente – prosegue Marianna Crestani - sia quello di leggere, interpretare e preparare la negoziazione senza calcolare la variabile della cultura quale elemento non di contorno ma di sostanza.
Aiutare i negoziatori ad accrescere la consapevolezza del proprio stile e sensibilizzarli alla complessità della negoziazione internazionale è l’impegno di Marianna Crestani, che non vorrebbe più sentirsi dire:  ‘beh, se sono capace di negoziare i prezzi a Milano, che sarà mai farlo in Cina’!!!
L’intervista integrale è pubblicata sul blog lamiacarriera.

Next »