Ovvero: come partecipare a una fiera facendo in modo che non se ne accorga nessuno.
Questa è una storia vera.
Accaduta nella nostra epoca, proprio in questo anno 2009.
Tra le varie identità a cui faccio ricorso per sbarcare il lunario c’è anche quella di giornalista: scrivo articoli “per la stampa specializzata del settore”. Il più recente è stato un reportage da una fiera.
Fiera importante, internazionale, triennale, capace di riempire un bel po’ dei padiglioni di Rho-Pero. Missione: raccontare 5 giorni di fiera e 1.500 espositori in 5mila battute spazi inclusi. Tempo a disposizione: troppo poco (come sempre). Piano d’azione: prepararsi in anticipo, chiarirsi le idee ancor prima di uscire di casa, e poi piombare sulla fiera a colpo sicuro, raccogliere intervistare fotografare e rientrare alla base. Stiamo parlando di Fiera Milano, quindi dai per scontato che avrai il meglio in fatto di promozione, marketing, ma soprattutto informazioni, assistenza e servizi.
E infatti: la manifestazione ha il suo bravo sito web, con tutte le informazioni utili, la possibilità di accreditarsi on-line, piccoli video di presentazione con interviste a vari soggetti, e… il catalogo completo degli espositori, interrogabile per nome, per categoria, per sottocategoria…!
Grato all’ente fieristico, ti lanci senza indugio nella tua esplorazione, già pregustando una giornata in fiera pianificata nei minimi dettagli, con la possibilità di uscirne con un servizio completo, diversificato, esauriente, zeppo di chicche e novità succulente. Tempo un quarto d’ora, e il tuo sogno è già finito, l’entusiasmo sciolto come la calotta polare in tempi di effetto serra: nel catalogo on line non c’è praticamente niente.
Non è colpa di Fiera Milano, tutt’altro: gli organizzatori mettono a disposizione uno strumento potentissimo. Sono gli espositori che non lo usano. E’ a questi ultimi che spetta – giustamente – il compito di metterci dentro contenuti che siano un po’ più avvincenti e stimolanti del semplice indirizzo e ragione sociale: che ne so, l’annuncio di un prodotto innovativo, una presentazione originale, insomma un qualunque stratagemma che attiri l’attenzione, che faccia spiccare la specifica azienda dentro quella massa indistinta, che fornisca un buon motivo per recarsi proprio su quello stand e non sugli altri 1.499…
Invece niente, o quasi. Le aziende che aggiungono contenuti ulteriori rispetto all’anagrafica base inserita dall’ente fieristico sono una percentuale bassissima. Come se non bastasse, tra questi apparenti volonterosi la stragrande maggioranza non fa altro che copiare e incollare quattro righe generiche già presenti nel sito aziendale e nelle brochures a stampa, se addirittura non si limita a riportare l’url del sito aziendale stesso (quando imbroccano i campi giusti: sai quanti www ho trovato alla voce “indirizzo email” e viceversa?). Se poi, superando la stizza e sbuffando d’impazienza, provi a cliccare sulla predetta url (a proposito: è femminile o maschile?), facile che ti trovi davanti al saggio accademico di qualche virtuoso della computer grafikendanimescion, che ti fa perdere altre decine di secondi per seguire le evoluzioni di un’introduzione tanto spettacolare quanto inutile. Quando finalmente arrivi alla polpa, o presunta tale, sei talmente incavolato che non ci fai più nemmeno caso, a quello che puoi trovare nel sito.
Si è fatto tardi, l’apertura della fiera incombe, e tutto quello che sei riuscito a sapere è che là dentro ci sono 1.500 aziende che o sono attive dal 19xy oppure operano nel settore yz, tendenzialmente continuano la tradizione del fondatore, certamente sono leader del settore e si può star certi che “offrono soluzioni integrate in un’ottica di contenimento dei costi salvaguardando nel contempo l’assoluta qualità delle materie prime e del prodotto finito”. Quando poi metti piede nei mitici padiglioni… “ehm… mi spiace adesso non c’è nessuno che possa darle le informazioni che chiede, se mi lascia un suo biglietto da visita la facciamo contattare nei prossimi giorni”.
Poi si lamentano che parli sempre dei soliti due o tre…