Set 14th, 2009
Una richiesta fuori standard può diventare un modo per sondare il mercato
A volte ci piacerebbe sapere se il mercato recepirebbe una variante del nostro servizio o addirittura un nuovo servizio collegato a quelli che già eroghiamo. Siamo sempre troppo presi, però, abbiamo timore di uscire con un buco nell’acqua, quindi spesso lasciamo perdere.
Voglio raccontarvi cosa c’è successo nel mese di maggio di quest’anno. Non che capiti tutti i giorni, ma val la pena di tenerlo presente.
Servizi tipici, fino a maggio
La scuola di cucina in cui lavoro come cuoco e docente, maisazi.com, teneva corsi serali di cucina per appassionati. Ogni corso è un modulo di una serata, su un tema, l’allievo può iscriversi alle sole serate che lo interessano.
Il nostro dubbio
Da qualche tempo il nostro dubbio era se in Italia ci fosse interesse a seguire un corso intensivo di due giorni, in settimana. Ci chiedevamo, cioè, se una persona fosse disponibile a prendersi due giorni di ferie dal suo lavoro, per seguire un corso su un tema di suo interesse, per passione o per professione (soprattutto se a pagare non è l’azienda in cui lavora).
Considerate che la cucina e l’enogastronomia non sono come il marketing o il web marketing. I fenomeni, le consuetudini e le aspettative sono diverse.
La richiesta insolita
In chat una ragazza romana mi dice di essere interessata ai nostri corsi, ma di dover scegliere quelli indispensabili, perché ovviamente non può partire una volta alla settimana per seguire ogni volta una lezione di una sera.
Guardiamo assieme il calendario, le spiego i contenuti e gli obiettivi di ogni corso, ne scegliamo 7.
A questo punto, le propongo, per ovviare al problema dei continui viaggi, di condensare tutto in due giorni, di modo che possa fare un solo viaggio e fermarsi fuori solo una notte. Ovviamente sarebbero stati due giorni di corsi al massacro (dieci ore al giorno). Come prezzo, le avremmo fatto semplicemente la somma dei singoli 7 corsi.
Lei mi chiede perché io faccia una cosa simile (considerate che si tratta di 290 euro per due giorni, che alla mia tariffa standard non coprirebbero neppure mezza giornata), visto che il rischio di non avere altri allievi e visto che noi ci saremmo impegnati ad erogare il corso anche a lei sola.
Le spiego che questo ci consente di fare il corso in versione sperimentale, che ne approfitteremo per fare un po’ di Comunicazione e Marketing sul Web, che ne approfittiamo per verificare eventuali interessi. In fondo, quei soldi i costi vivi delle materie prime li coprono, resta scoperto il mio costo, ma per una volta si può fare. Se invece dovesse arrivare un altro iscritto, già si saprebbe qualcosa e ci si avvicinerebbe molto al costo interno. Con tre allievi si sarebbe andati quasi a pari, con quattro allievi ci sarebbe stato un minimo di guadagno.
Come finisce?
Finisce che in pochi giorni dagli annunci, il corso è esaurito, occorre mettere a calendario una seconda edizione nello stesso mese (era pianificato per giugno) ed una terza a luglio. Tutte le edizioni sono andate esaurite, la quarta a ottobre ha già alcuni iscritti.
Bingo
Conclusioni
Ok, lo so, non è mica un progetto di marketing che mi farà vincere il premio ADICO, neppure mi candido. Però ha dimostrato che rinunciando ad un guadagno ed approfittandone per fare una sorta di verifica, abbiamo avuto una informazione per noi importantissima (e molto altro guadagno).
Oggi i corsi di due giorni per aspiranti cuochi e quelli di 5 giorni sono stabilmente a calendario, gli allievi sono soddisfattissimi e le nuove iscrizioni arrivano. Quanto vale tutto ciò? Valeva la pena, per una volta, il rischio di guadagnare nulla?