In Inghilterra gli investimenti pubblicitari online nei primi sei mesi del 2009 hanno superato quelli televisivi, registrando un tasso di crescita del 4,6% (1,75 miliardi di sterline, pari al 23,5% del mercato), contro quelli televisivi, diminuiti del 17% (1,64 miliardi di sterline, pari al 21,9%).
Nonostante gli ultimi dati italiani dimostrino come la televisione in Italia sia ancora il mezzo più sfruttato per fare pubblicità, a mio avviso nei prossimi anni anche nel nostro paese si registrerà un’inversione di tendenza a favore dell’online (che sta prendendo sempre più piede).
Voi cosa ne pensate? Saremo come al solito gli ultimi ad ammodernarci oppure sapremo cavalcare l’onda del mobile web e capiremo quanto sia importante raggiungere il consumatore ovunque si trovi, nel momento stesso in cui si connette?

3 Responses to “Investimenti pubblicitari: gli inglesi prediligono l’online”

  1. Simoneon 16 Ott 2009 at 17:09

    Si.
    Saremo sempre gli ultimi,Mirna: oramai non ho più dubbi sulla situazione tecnologica , nel nostro Paese.
    A mio avviso,negli ultimi anni il divario con il mercato Americano e quello Anglosassone è aumentato ulteriormente, almeno nel campo del web marketing.
    Anche se , a dire tutta la verità, da alcune ricerche universitarie recenti, sembra che l’utente medio Americano non gradisca più essere “osservato” e “bombardato” online da messaggi e/o spot anche personalizzati e richiesti appositamente.
    Perchè si verifichi il sorpasso degli investimenti online sulle investimenti in TV, ci vorrà più di 2-3 di anni da noi ( forse ,sempre se, ne parleremo tra 5-6 anni..)

    Dite che sono pessimista..? ;)
    Ciao

  2. Mirna Pacchettion 19 Ott 2009 at 14:22

    Altro che pessimista, a mio avviso sei solo realista.
    Condivido la tua visione dei fatti e ritengo che in Italia ci sia ancora molto da fare: nonostante gli investimenti più contenuti e le infinite possibilità che offre il web (tracking, modifica delle campagne in qualsiasi momento, definizione più accurata del target, ecc.) pochi lo ritengono veramente uno strumento valido.
    E intanto gli altri ci superano.
    E i competitors stranieri si arricchiscono in Italia grazie ad un buon web marketing.

  3. doraon 20 Nov 2009 at 03:31

    Io, invece ,sono fiduciosa ma credo che dobbiamo essere noi consulenti “in primis” a metterci in quest’ ottica e a conoscere profondamente tutte le potenzialità del web media marketing. Il nostro impegno d’ora innanzi sarà quello di accompagnare le aziende ad interagire negli spazi sociali della rete per instaurare relazioni di qualità e conoscenza reciproca con i propri network, on e off-line: clienti, appassionati, consumatori, investitori, fornitori, impiegati, giornalisti, accademici. Questo per creare iniziative creative e campagne relazionali. Nell’azienda di abbigliamento sportivo da moto di cui sono responsabile comunicazione, ho proposto per il lancio della collezione 2010 una presentazione innovativa, affidandoci totalmente alle nuove tecnologie della comunicazione digitale.
    Grazie alla tecnologia streaming video i nostri clienti , la stampa , i fornitori, tutti i nostri pubblici, hanno potuto vedere in esclusiva mondiale la collezione 2010, comodamente dalla loro postazione internet (Win/Mac/Linux) ed in modalità Full HD (alta definizione).
    L’anteprima è stata riservata ai soli invitati per dare comunque quel senso di esclusività dedicata primariamente al “nostro” pubblico. Il feeback è stato al di sopra delle mie aspettative considerando che si era soliti organizzare la vecchie e scontata sfilata……Questo per dire che tocca a noi “educare” il cliente all’utilizzo di mezzi innovativi perchè in Italia si vede principalmente ancora il mezzo di comunicazione in dimensione “rettangolare”, spazi tabellari su magazines, su quotidiani, affissioni , Tv e tutto questo è ormai obsoleto e non più sufficiente per un consumatore evoluto.

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